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Male del secolo, incurabile, nuova peste, o “malaccio”…

Statistiche, sperimentazioni e anche la vantata “prevenzione”, quasi un feticcio, non sono riuscite a spiegare questo sfacelo cellulare che l’uomo contemporaneo non vuole ammettere nella sua pretesa invulnerabilità.

Si ha persino paura a pronunciare la parola cancro o, peggio, tumore. Qui anche il “discorso” della scienza medica si arresta e non riesce a spiegare una malattia che lascia senza argomenti e che ne mette in dubbio una presunta onnipotenza.

Per questo tanto vale tentare un approccio diverso, un'autoimmunizzazione per il tramite dell’ironia: si può combattere la malattia con una risata, anche se pensosa?

Questo quanto è nelle intenzioni di una manifestazione che parte dall’assunto che “una risata vi seppellirà”, come fa il cancro appunto, ma potrebbe aiutare a prevenirlo, esorcizzarlo, contrastarlo.
Con i mezzi dell’immaginazione e della poesia, insita nel disegno.

Una terapia alternativa, una sfida inedita anche per molti dei noti autori invitati: avere una battuta sempre pronta alimenta il gusto dell’amicizia e della vita.

La mostra, su invito, si compone di 53 opere (quante gli anni vissuti da Luca) di maestri del graffio, con pannelli che oltre all’originale portano una biografia con il ritratto dell’autore e una gigantografia dell’opera.

Al termine della mostra, le tavole sono state messe all'asta, con ricavato devoluto all'AIL Paolo Belli di Bergamo..