associazione culturale Tiatiò Onlus
Luca Scarpellini
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Tiatiò è un’associazione nata tra alcuni amici nel ricordo di Gianluca Scarpellini, vulgo Luca, Uomo nato, vissuto, intriso, incancrenito, curato e morto in Bergamo, in tempi così recenti che pare passato un secolo, iniziato però ieri.

Tiatiò, il cui significato non vi diremo, non pretende di custodire alcuna verità, e non vuole promuovere l’adorazione di Luca, a cui è dedicata fin nel suo nome come chi l’ha amato può capire risolvendo il piccolo enigma.
Coscienti del fatto che Luca fosse un Uomo, stracolmo di difetti ed ornato da molti pregi, primo tra tutti l’incolmabile piacere per la vita di per se stessa intesa e per i godimenti che ti può ammannire nei più vari modi, non intendiamo bearne qualità uniche e straordinarie, perchè del tutto inesistenti, e perchè non sia mai che ci si ritrovi risorti un giorno e che Luca ci prenda a calci tutti quanti, uno per uno, sprofondando per causa nostra in espiazioni postume, e per ciò più ardue.

Quello che di speciale aveva Luca era il fatto di considerare gli altri per quel che sono, e quindi i potenti, a cui si inchinava volentieri mai dimenticando che sono polvere, ed i miserabili che tali vedeva e riconosceva, senza farli mai vergognare anzi aiutandoli a rivendicare il proprio essere, ciò che faceva con chiunque abbia avuto la ventura di incontrarlo.
Vivendo quindi in una ricerca spasmodica del piacere, del carpe diem hic et nunc, che costituiva il tessuto del suo vivere e che in una sorta di eterogenesi dei fini, o di salvifica provvidenza, l’ha portato a trovare Dio qualche anno prima che la malattia si svelasse e restituisse al Mittente corpo ed anima.
Capace di un lieve inchino verso il Barone con l’orologio da tamarro o di genuflettersi per sbirciare quanto le pudicizie nascondevano, Luca ha avuto così una vita fatta di contrasti e di piaceri, di amori confessati e di altri nascosti.
Per lustri il più nascosto di tutti, agli occhi degli altri, è stato il più grande, sua Moglie, la sua Donna, la Madre dei suoi Figli, amore rinnovato più forte che mai, in modo quasi ossessivo, proprio negli ultimi anni di vita, quando ancora non sapeva di essere malato.

La grandezza di Luca è stata anche nella forza inaudita, ma tutt’altro che eroica, con cui ha affrontato il cancro, riuscendo con superbia infinita a prenderne gioco , ma con grande paura, soffrendone intimamente, perchè portava con sè la Morte, odiata perchè fine della vita, della sua ricerca che solo così poteva terminare.
Giungendo a vivere il cancro con un autentico terrore che a tratti gli riempiva gli occhi, facendo si che il suo sguardo si perdesse avanti a sè, confliggendo con l’ironia con cui lo voleva accompagnare, per tanto temeraria quanto consolante compensazione.

E’ quindi in ricordo della sua vita di piacere e dovere, dei suoi capelli ricci che racchiudevano tutte le sfumature dal bianco al nero, prima, e della sua testa pelata, gonfia e calda, odorosa di chemioterapia, poi, delle sue sigarette accese e lasciate nel posacenere a fumare da sole, che ci siamo messi d’impegno per fare qualcosa di memorabile, nel suo nome, contribuendo per quanto si potrà alla lotta perchè altri Luca guariscano.

Abbiamo dedicato “Tiatiò” a questa persona così speciale nella sua normalità da farsi beffe del cancro contro cui sapeva che avrebbe perso senza sdrammatizzare niente, anzi per ricordare che il cancro quando vince è una tragedia, ma anche che può e deve perdere, ogni giorno di più, per far si che ce se ne possa prima fare beffe e poi dimenticare, e per ricordare che spesso lo ospitiamo dentro di noi per un nulla, per abitudine, vizio, incoscienza. E' il nostro modo, insomma, per farci beffe del boia, sperando ed agendo perchè inciampi sulle scale del patibolo, sapendolo sempre pronto ad accogliere ognuno di noi.